L’Italia Riparte da un Clic

"Work From Home", American way of life.

Quest’oggi avrei dovuto parlare di Ecopass e mandolino, per non scostarmi troppo dalle modeste capacità italiche nell’utilizzare i mezzi d’informazione che non siano gli Archivi Vaticani e la Biblioteca Ambrosiana, ma cambio obiettivo in corsa.

Business Insider: 2.52 AM, ovvero tarda notte o mattina presto, per noi. Alle undici e mezza locali, uno dei siti più seguiti degli Stati Uniti d’America – si parla di grandi numeri – apre un articolo di commento così: “Maybe it’s the sunny weather, or the café lifestyle, but Italians still do not appear to have grasped the internet.”, ovvero, ‘Sarà il sole, o lo stile di vita ‘caffè e cappuccino’: gli italiani sembra non abbiano ancora afferrato il concetto di internet’. Attenzione, gli Yankee abbaiano.Dunque, non è una novità che in campo di innovazioni e progresso gli italiani, un popolo di ‘bamboccioni’ – come disse non molto tempo fa qualcuno -, riesce con fatica laddove altre popolazioni arrivano istintivamente: per fare degli esempi pratici, le politiche di energia rinnovabile, un sistema scolastico competitivo, l’utilizzo competente delle proprie risorse culturali ecc… Orbene – per essere vetusti, prosaici e pomposi – sicuramente internet è piombato in breve tempo nelle nostre vite in modo perentorio e decisivo. Non tanto prepotentemente quanto qualcuno avrebbe pensato. Così, l’autore dell’aricolo, tale Alex Roe, cita a sostegno dell’argomentazione dei dati Istat riguardanti una recente ricerca dell’Istituto sull’utilizzo della rete. (Qui ci sono documenti utili e interessanti: se cliccate si scarica un pdf, non si apre alcuna finestra di navigazione) Il ragazzo avrà letto la pagina inglese del sito – peraltro eccellente per la qualità della traduzione – ma dovrebbe leggere più attentamente. Alex è un esperto di ‘italiani’ perché si occupa per BI delle tematiche proposte dal Bel Paese. Potrebbe occuparsi di altro, non ci offenderemmo. A conclusione del suo scritto ci rende delle persone migliori condividendo con noi alcune riflessioni che ha escogitato sulla base dei dati che ha – erroneamente e malamente – interpretato. Secondo il ragazzo, l’Italia potrebbe giovare dell’utilizzo della rete internet soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro e l’occupazione in generale. Fin qui non ci piove.

Dopo aver facilmente criticato il nostro vetusto sistema politico e dopo aver sagacemente riconosciuto che in Italia dobbiamo affidarci a personaggi giovani, propone la sua idea. Dunque, Alex dice che gli italiani ‘detestano muoversi da casa per raggiungere il posto di lavoro’, non solo, detestano lasciare la propria città o paese d’origine e doversi trasferire per lavoro. La rete internet gioverebbe all’italica indolenza permettendo in molti casi di lavorare da casa. Evitando di abbandonare l’alcova familiare e casalinga, l’italiano sarebbe felice e produttivo, per giunta. In questo modo si prospetta per l’Italia un futuro da ‘Capitale del Lavoro da Casa’. Gioia e tripudio. Negozi di pantofole stracolmi, gotta reumatica ai massimi storici.
Ebbene, Alex prevede inoltre che adottando questo geniale espediente si risolverebbe – nel contempo – il problema del traffico e dell’inquinamento. Nonché il numero di incidenti e vittime stradali. Il tutto a portata di un clic. Il nostro ragazzo, appassionato di italiche gesta peninsulari, conclude l’articolo in questo modo: “Will Italy change? Maybe, but Italy is not very good at change, and the country is run by a bunch of oldies. As a matter of interest, can you name an Italian Mark Zuckerberg?  No?  What a surprise. Not.” La traduzione sarebbe inutile. Forza o pololo, inalto i cuori! Rimbocchiamoci le maniche rimpinzando il cuscino della sedia.

2 risposte a “L’Italia Riparte da un Clic

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