Voglio Dedicarvi Una Canzone
La chitarra è uno strumento insopportabile: è ovunque, si fa sempre gli affari degli altri, cerca sempre di coprire tutto il resto, spesso e volentieri non lascia respirare. È proprio come quella cosa che nel Tractatus di Wittgenstein occupa l’intero spazio logico senza dire un bel niente: la contraddizione. La chitarra, il successo della chitarra, è la contraddizione dell’industria musicale. Il successo della chitarra è il fenomeno più misterioso ed inspiegabile dell’industria musicale, dopo il successo avuto dai Radiohead, ovviamente. I Radiohead, semplicemente, non essendo dei ragazzi abbastanza belli per poter dire di se stessi <<Noi facciamo brit pop>>, hanno raccontato al mondo che facevano musica sperimentale. In pochi gli hanno creduto, ma quei pochi, qualche milionata o giù di lì, hanno comprato i loro dischi in quantità industriali. La cosa, per me, resta quanto meno da chiarire.
Il problema, con la chitarra, è che spesso e volentieri sembra proprio che non se ne possa fare a meno; e devo dire che se dimentico il preambolo polemico appena scritto, devo ammettere che molto di ciò che io amo della musica può tranquillamente chiamarsi chitarra. Nel blues, in teoria, non se ne potrebbe fare a meno.
I Morphine di Mark Sandman, agli inizi degli anni ’90, decisero che nel loro blues non ci sarebbe stato spazio per la chitarra. I risultati furono strabilianti: basso, sax baritono, e batteria; una musica calda ed educata, un bicchiere di latte caldo col cognac, mai una sbruffonata, mai un eccesso, sempre l’impressione di avere tutto sotto controllo. Un taxi che mi porta a spasso nella notte piovosa mentre io me ne sto sul sedile di dietro, completamente ubriaco, con una splendida donna appena conosciuta.
Mark Sandman, il bassista, e Billy Conway, il batterista, venivano entrambi dall’esperienza con i Treat Her Right, un gruppo che se ascoltato bene riesce a spiegare molto bene quali fossero le premesse e le promesse che i Morphine intendevano mantenere.
Si trattava di preparare il blues al nuovo millennio, fargli indossare un vestito più elegante, portarlo a chiacchierare con David Letterman.
Al contrario di quanto si potrebbe pensare, gli anni ’80 furono un periodo d’oro per il blues, furono forse il decennio più prolifico, per il genere, dopo gli anni ’50.
Miami dei Gun Club è del 1982, ed è un disco che preso da solo basterebbe a spiegare ad un sordomuto che cosa è il blues. The Firstborn is Dead, di Nick Cave (opera di cui prestissimo vi parlerò), uscì nel 1985: un’enciclopedia del blues, così potrebbe essere definito.
Venendo dopo un’epoca così prolifica, così meravigliosamente assortita, restava il problema di trovare variazioni sul tema che fossero convincenti e che riportassero, al contempo, il blues alla sua essenza più pura: la sensualità.
Non c’è una sola canzone dei Morphine che non ricordi molto da vicino la danza di una donna splendida e meravigliosamente vestita.
Il basso scivoloso e liquoroso di Sandman, un basso a due corde suonato con lo slide, è la mano che accarezza il corpo di quella splendida donna danzante. Il fatto stesso che uno strumento generalmente considerato (a torto) di secondo piano, come il basso, si trovi, coi Morphine, a mandare avanti tutta la baracca, dà una nota di colore non indifferente alla musica del trio: è appunto sorprendente come lo è accarezzare una splendida donna che balla.
I loro due dischi migliori, “Good” e “Yes”, sono sempre in abito da sera, mi spiego: ci sono dischi, dischi meravigliosi, che sono sempre in vestiti da lavoro, o in casual, o in completino da tennis; i Morphine (che in realtà si vestivano molto normalmente), vestono le loro canzoni da sera. Non c’è una sola loro canzone, che io abbia ascoltato, che evochi immagini diurne: è tutto lampioni e fari, macchine che frenano ai semafori e luci al neon; bicchieri con dentro roba più o meno colorata e code per entrare nei posti.
Mark Sandman morì mentre faceva un concerto a Palestrina, in provincia di Roma. Stando a sentire wikipedia, le sue ultime parole furono queste: “voglio dedicarvi una canzone super-sexy”.
Ed è appunto questo che i Morphine hanno fatto: ci hanno dedicato un sacco di canzoni super sexy.

Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
grazie mille.